In queste ore sono tante le definizioni, i fatti, le parole e le cose ritenute importanti per definire il lascito dell’anno che si chiude. Per quanto mi riguarda ne voglio tenere soltanto due, che conserverò sperando di poter vivere abbastanza per verificarne l’evoluzione.
La prima parola è “adolescenziale”.
È un aggettivo già utilizzato/inventato da Edgar Morin per definire 50 anni fa la società emersa dal ’68: una generazione ribelle, impaziente e intollerante verso la società “adulta” e  tanto desiderosa di rovesciare ogni principio di autorità quanto ricca di sogni e aspettative. (Vogliamo tutto. Vogliamo l’impossibile! Altro che economicistiche rivendicazioncine sindacal-assistenziali). Purtroppo però (in tutte le opzioni, sia quelle violente che quelle più moderate) bisognò fare i conti con la realtà. 50 anni dopo siamo allo stesso punto?
Non lo credo. E, purtroppo, non lo so.
Ma pagherei chissà quanto per poter sentire, sulla fase politica e sociale esplosa quest’anno, le parole e il giudizio del piccolo Francesco, il mio pronipote appena nato e che avrà trent’anni nel 2050.

Ancora di più poi pagherei per sapere come va a finire con l’evoluzione di alcune parole che proprio negli ultimi mesi di quest’anno hanno fatto la loro comparsa tra noi. Naturalmente, dai tempi biblici o da quelli mitici nascono continuamente parole e famiglie di parole con l’avanzare della conoscenza e il bisogno di denominare. E qui, altro che Iliade e Odissea… Siamo in effetti di fronte ad una prima assoluta della civiltà terrestre: la discesa, l’approdo di una navicella (che continua ancora a chiamarsi così) con raffinatissime strumentazioni tecnologiche su un altro pianeta, Marte.
Resterà perciò negli annali (e forse non solo terrestri) la data del 26 novembre, un lunedì. E appena ne accennai al mio amico Antonio – che ha la vista lunga nonostante porti gli occhiali, o forse proprio per questo – lui mi disse: “…e perchè poi proprio di lunedì? Avrebbero dovuto farlo di…martedì”. Sembrava una delle sue solite freddure… E invece ben presto mi è toccato capire la portata della cosa. Ed è successo non appena il bravissimo redattore di “Everyeye“, preso il coraggio a due mani ha scritto: ” Grande successo dell’ammartaggio di Insight”.

Ecco, ammartaggio!!  E quando arriverà a destinazione la sonda di Mercurio (peraltro già partita) come dovremo dire? Successo dell’ammercuraggio?! E poi assaturnaggio? Avveneraggio? Aggioviaggio?
Non c’è che dire. Dopo il ’68 anche il 2018 sarà ricordato come l’ anno del Grande Cambiamento.
Appariranno cose nuove. E dobbiamo essere pronti a trovare le nuove parole per dirlo.

PERDIRLO, appunto!!